Assad parla alla Siria: "Il complotto ci renderà più forti"
Il presidente siriano, Bashar el Assad, è tornato a parlare, questa volta dall'università di Damasco, in un discorso annunciato da tempo e ripreso in diretta da tutte le televisioni arabe. E' il terzo discorso dall'inizio della "primavera araba" e dalla dura repressione che il regime sta operando contro i dissidenti. Leggi tutti gli articoli del Foglio sulla rivoluzione siriana
9 AGO 20

Secondo Assad la Siria si troverebbe al centro "di un complotto internazionale", ma i tentativi esterni di interferire con la politica interna "non faranno che rendere Damasco più forte".
Dopo aver abolito, il 16 aprile scorso, la legge di emergenza che vigeva in Siria da cinquant’anni, il rais ha annunciato l'intenzione di concedere un'amnistia generale: "La fine dello stato d'emergenza non significa che si può violare la legge e che si possono compiere azioni di sabotaggio. Chi sarà arrestato è perché ha ricevuto un'ordinanza della procura generale e potrà rimanere in carcere solo per un periodo limitato. E' necessaria una legge per regolamentare le manifestazioni pacifiche".
Assad ha anche annunciato la riforma della Costituzione, ma ha detto che "non ci potrà essere alcuna riforma nel paese se persistono il caos e il sabotaggio". Verrà quindi formata una commissione per studiare la riforma costituzionale, e che farà delle raccomandazioni in materia entro un mese.
Dopo una lunga analisi delle proteste, il presidente siriano ha detto che le manifestazioni sono state animate da "cittadini con legittime richieste", ma anche da "latitanti scappati alla giustizia" e da "gruppi fondamentalisti che hanno trovato il modo per attaccare la stabilità e hanno optato per la violenza" (responsabili dei massacri a Jisr al-shughur). Le violenze, per Assad, "stanno accrescendo anche nei giovanissimi l'odio verso lo stato e le sue istituzioni".
Il presidente siriano ha poi criticato con forza "gli intellettuali radicali e blasfemi, che mettono in subbuglio il paese, in nome della libertà"; alcuni di loro sono "stati pagati per filmare le dimostrazioni" e comunicare le violenze ai media: persone che "hanno rovinato l'immagine del paese all'estero e hanno chiesto l'intervento internazionali, ma che per fortuna rappresentano una fetta molto piccola del popolo siriano".
"Dobbiamo fermare i sabotatori o isolarli", ha detto Assad, secondo il quale "è il momento di rafforzare le istituzioni dello stato con persone serie e provvedimenti che diano ai cittadini la possibilita' di controllo sulle nostre azioni".
La Ue intanto si prepara ad ampliare le sanzioni contro il regime di Assad. La "credibilità e la leadership di Assad dipendono dalle riforme" che verranno attuate nel paese, si legge in una bozza di risoluzione presentata oggi alla riunione dei ministri degli Esteri europei in Lussemburgo. Intanto oltre diecimila profughi siriani hanno oltrepassato il confine con la Turchia.